| Donne dal cielo |
| Paola Barni - Anna Ferrari, Donne dal cielo, Genova - Milano, Marietti, 2008, pp. 168, 14 euro
|
L’ignoranza circa le grandi figure della spiritualità cristiana è stata prodotta negli ultimi decenni anche dall’averne relegato lo studio ad ambiti specialistici teologico-spirituali o storico-ecclesiali, tralasciandone la portata culturale universale, il valore letterario e pedagogico e l’intersecarsi dei loro vissuti con le grandi tappe della storia dell’umanità. Dunque, perché non provare a proporre in modo sintetico alcuni profili biografici di figure come Teresa d’Avila, Teresa di Lisieux, Ildegarda di Bingen, Gemma Galgani, Margherita Porete, Giovanna o Edith Stein ad un pubblico giovane di studenti di scuola media superiore? E ancora: perché non tentare di accostare a quelle figure, quelle di grandi scrittrici come Emily Dickinson, Virginia Woolf, Jane Austen, Hannah Arendt e cogliendole tutte insieme alla luce della categoria del genio femminile? Questa è stata l’idea di Paola Barni ed Anna Ferrari che più per vocazione che per deformazione professionale, hanno realizzato il loro libro non perdendo mai di vista il giovane interlocutore che le autrici vorrebbero introdurre con delicatezza, ma anche con decisione ed efficacia nel mondo della spiritualità al femminile. Il libro, diviso in tre parti (“Donne dal cielo”, “La bellezza del mondo” e “Donne del mondo”), presenta diciotto profili biografici di donne che hanno declinato in diversi modi la loro dimensione spirituale facendola diventare chi esperienza mistica, chi impegno sociale e culturale, chi ancora pagine indimenticabili di letteratura. Nel tratteggio delle figure ciò che le rende ancora più affascinanti è l’attenzione che le autrici hanno dato al radicamento di queste donne nella quotidianità: è facile, in questi casi, la tentazione di cedere a vari tipi di retorica, specialmente quando a due donne è affidato il compito di parlare della vita di grandi figure femminili. La discrezione è qui una giusta scelta metodologica che si traduce in profili sintetici, citazioni brevi, indicazioni per un eventuale approfondimento. Tornano alla mente le parole di Giovanni Paolo II nella sua Lettera alle Donne del 1995 che seguivano di otto anni quelle dell’enciclica Mulieris Dignitatem: “Si ponga davvero nel dovuto rilievo il « genio della donna », non tenendo conto soltanto delle donne grandi e famose vissute nel passato o nostre contemporanee, ma anche di quelle semplici, che esprimono il loro talento femminile a servizio degli altri nella normalità del quotidiano”; ed è proprio questo il filo conduttore del libro di Paola Barni e Anna Ferrari: esistono storie rese grandi, ma tutte sono ugualmente radicate in un vissuto che giorno dopo giorno, tra luce ed ombra, vigore e debolezza, fertilità ed aridità, lasciano tracce di una presenza, di un incontro. “In Donne dal cielo” - si legge nella quarta di copertina “la femminilità è percepita non come valore assoluto, ma come intuizione, capacità di donarsi, di lottare, di non arrendersi. Queste donne suscitano ammirazione, diventano dei modelli, dei punti di riferimento, delle consolatrici talvolta”; sono donne lontane perché lontane sono le mete dei loro sguardi, ma vicine perché hanno risposto alle stesse nostre domande e sono state interpellate dalla stessa esigenza di senso.
Lorenzo Mancini
|
|
|