Alla ricerca di Dio

Farò camminare i ciechi per vie che non conoscono
(Is 42,16)

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1 Via Crucis

la via della croce
Quando sarò elevato, attirerò tutti a me
    Tu, Gesù, soffri come uomo e come Dio.
La tua esistenza è unica:
non potremo mai né comprenderla né misurarla
compiutamente.
Il tuo dolore è immenso, insondabile, maestoso.
Mentre portavi la Croce, solo Maria ti capiva e ti seguiva.
Ti sacrificavi e nessuno dava peso al tuo soffrire.
Era come se l’umanità ti dicesse:
«Perché lo fai? Non vedi che è inutile?».
Non ti sei tirato indietro. Hai sofferto infinitamente  
1. Gesù condannato a morte

Che importa la morte di un giusto?
E’ assai facile lavarsene le mani
Cedere è più comodo che resistere.
Basta trovare un modo di farlo che abbia una parvenza di giustizia.
Bisogna sempre salvare le forme.

Le forme sono salve, e Gesù è perduto.
Eccolo il peccato tipico di omissione,
del bene debole, della responsabilità declinata, del ripiego trovato,
dell’incoerenza giustificata, della violenza gratuita, della formalità ritenuta sufficiente.
Ma c’è una responsabilità più grave del declinare una doverosa responsabilità?

 
   
2. Gesù caricato della croce
   

Pilato non avrebbe accettato la lapidazione.
Si preferisce chiedergli la croce, supplizio romano assai più crudele e doloroso.
La croce viene: intanto, il disonore deve precedere il dolore.

La croce è il trono della sua regalità,
il simbolo del suo regno.
La croce manifesta il carattere del suo dominio:
soffrire per gli altri, soffrire per salvare ogni uomo.

Il suo primato è l’essere ultimo, la sua autorità è l’umiliazione, la sua gloria il sacrificio totale.

 
3. La prima caduta

La Passione di Gesù è un amore immenso, sconfinato.
E’ un peso altrettanto immenso e sconfinato.
Sulle sue spalle grava ogni nostra infermità,
su di lui si addossa ogni nostro peccato.

Lui è agnello innocente.
Tutto pesa su di Lui, innocente!

Per il suo sangue siamo stati salvati. Lui è l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo.

 
   
4. L’incontro con Maria
   

Maria è la Madre Addolorata.
Il suo dolore nasce dall’avere accettato di vivere
quanto Gesù ha accettato di vivere
per realizzare il volore del Padre
teso a eliminare totalmente ogni potere a satana.

Non si lamenta per il suo soffrire:
lei ama non solo la persona del Figlio, ma anche il suo destino.
Ama Gesù, fino a rivivere totalmente in se stessa
quanto Gesù vive per liberare ogni uomo dal potere del male.

Maria è supremo esempio di fede in Gesù.

 
5. Il cireneo

Estenuato, Gesù non riesce più a reggere il peso della croce.

In modo brusco e con l’uso della forza
un oscuro uomo di Cirene fu obbligato ad aiutare Gesù, incapace di procedere.

Il gesto, in se stesso insignificante perchè obbligato,
parla a quanti vogliono essere e vivere come seguaci di Cristo.

C’è modo e modo di seguire Gesù per fungere da suoi ambasciatori

 
   
6. Una donna ripulisce il volto tumefatto di Gesù
   

Gesù incarna il Servo di Jahvé, descritto nel 5 Carme di Isaia.
Senza bellezza, senza onore e potenza,
«l’ultimo degli uomini, l’uomo dei dolori
che la sofferenza incide duramente sul suo volto tumefatto dalle torture.

Isaia prosegue affermando
che Gesù appare uomo così abbietto
da finire disprezzato da tutti.

La sua sofferenza lo umilia e, addirittura, lo colpevolezza.
E’ davvero pericoloso mettersi dalla sua parte

 
7. La seconda caduta

La sofferenza è misurata dalla sensibilità.
Più lo spirito è grande e santo, più la sofferenza si fa acuta e invasiva.

La fede rende sensibili al volere del Padre.
Rende a esso aderenti: lo fa amare, seguire, realizzare. Fino all’inverosimile.
Impedisce di difendersi e tirarsi indietro

La croce ha prodotto effetti devastanti sul corpo di Gesù.
La fede li ha ampliati all’infinito, estendendoli a ogni parte dell’animo.
Situazione aggravata dal conoscere in antecedenza i futuri dolori.

 
   
8. Donne di Gerusalemme piangono su Gesù
   

La grandezza d’animo di Cristo non è minimamente scalfita
dai colpi inferti dalle forme tragiche della sua umiliazione e della sua sofferenza.

Il suo amore è carico di tenerezza.
Eppure una austerità, davvero misteriosa e inspiegabile,
lo conservano maestro e guida di tutti in ogni circostanza. Anche nella Passione.

Gesù richiama in modo perentorio
a non perdere mai l’unica effettiva messa a fuoco del problema del male e della sofferenza:
il peccato va temuto oltre qualsiasi forma di dolore,
la gravità della maledizione di Dio supera quella della stessa morte

 
9. La terza caduta

La Passione di Gesù raffigura plasticamente
la condizione dell’essere e del vivere di ogni uomo, per contrasto.
Gesù rivive ogni peccato commesso sulla terra
nella sua carne e nel suo spirito.

Infatti, nel Cristo si consuma nel sacrificio espiatorio liberamente accettato
quanto nel peccatore si consuma nel delitto.
Gesù è il giusto totalmente innocente, che ripara il peccare del mondo.

Grazie a Gesù può germogliare in ogni coscienza una valutazione nuova della vita morale.

 
   
10. Gesù è spogliato delle vesti
   

La Passione è tutta cosparsa di disonore, inferto con violenza e volgarità inaudite.

In poche ore la fama, la stima, l’affetto di cui Gesù godeva
sono brutalmente polverizzate.
Ora Gesù è precipitato nelle zone oscure del malaffare.

Le offese al suo onore di uomo raggiungono qui il loro culmine:
Gesù è spogliato, totalmente.

Prima di ucciderlo fisicamente, hanno tentato di annientarlo moralmente.
Sono riusciti a uccidere il suo corpo. Non sono riusciti a sconvolgergli l’animo.

 
11. Gesù è inchiodato sulla croce

Sul Calvario, Gesù diventa simultaneamente vittima, altare e sacerdote.
Essendo un vero uomo, può diventare vittima che si offre.
Essendo pienamente Dio, può offrire se stesso in modo perfetto
a vantaggio dell’intera umanità.

I chiodi della croce di Gesù trasformano radicalmente la religione.

Mai un uomo ha sofferto nel modo e per i motivi propri di Gesù.
Mai un Dio si è sacrificato come e per il perché propri di Gesù.

 
   
12. Gesù muore in croce
   

Tre croci sul Calvario.

Nel mezzo di una terra arida,
tre alberi funesti ostentano frutti di morte: carni ignude, livide, sanguinanti, spasimanti.
Non è un attimo, sono ore.

Le urla del dolore
le parole della follia collettiva, variegata
le bestemmie
sono avvolte da una parola di Gesù, scarna ma essenziale:

«Oggi sarai con me in paradiso».

 
13. Gesù è deposto dalla croce

Nel momento della deposizione di Gesù dalla Croce Dio sta di fronte alla morte.

Nell’uomo la morte è dissoluzione.
E’ panico, ripugnanza, inesorabile condanna.
E’ una tragedia che non dovrebbe mai capitare.

In Dio la morte è fine definitiva e irreversibile del non senso.
Il sole si oscura e la terra trema: il vecchio ordine della vita è distrutto.
Il male è estraneato dalla vita dell’uomo e della natura.

 
   
14. Gesù è posto nel sepolcro
   

La Croce di Gesù è la fine di ogni dramma umano.

La tradizione cristiana ha visto nella deposizione di Cristo nella tomba
la realizzazione del sogno di tutti i tempi e di ogni uomo:

vedere sciogliersi il potere della morte.

.
Dio scende nel regno della morte
per liberare da questo regno ogni uomo che vi è precipitato.

La vita umana ora ha un’altra destinazione.

 
preghiera finale

Guidami, dolce luce, tra il buio che mi circonda,
Guidami tu!
La notte è oscura e sono lontano da casa,
Guidami tu!
Reggimi in piedi; non chiedo di vedere
la scena lontana - mi basta un passo per volta.
Tale non sempre sono stato, non chiedevo che fossi
tu a condurmi.
Amavo scegliere e vedere il cammino;
ma ora conducimi tu.
Amavo il giorno luminoso
e, nonostante le paure,
l’orgoglio reggeva la mia volontà:
non ricordare gli anni passati!
Così a lungo la tua potenza mi ha benedetto,
e certo mi condurrà ancora.
Oltre la landa e la palude,
oltre il dirupo e il torrente,
finché la notte sia passata;
e col mattino volti di angeli,
ecco, sorridono,
quelli che da tanto ho amato,
e perduto ho solo per poco.

 
   
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