| Il Signore è mia luce di chi avrò paura |
| Non temere - Dio difende la tua vita |
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Quando mi assalgono i malvagi per straziarmi la carne, sono essi, avversari e nemici, ad inciampare e cadere
Se contro di me si accampa un esercito il mio cuore non teme; se contro di me divampa una battaglia anche allora ho fiducia.
Una cosa ho chiesta al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita per gustare la dolcezza del Signore ed ammirare il suo santuario. (Sal 26).
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| una testimonianza |
| Liberarsi dal peccato |
Il 20 settembre 1918, a 31 anni, riceve la grazia delle stimmate, piaghe sanguinolente nelle mani, i piedi ed il costato, che riproducono quelle di Gesù crocifisso. Perderà ormai l’equivalente di un bicchiere di sangue al giorno, per cinquant’anni. «Su di lui, testimonia un confratello, non sono soltanto macchie, ma vere piaghe che gli forano le mani ed i piedi. Ho potuto osservare quella del costato: una vera lacerazione che versa continuamente sangue». Tali piaghe gli causeranno una debolezza usuale che, per quanto sia dolce, non è tuttavia meno dolorosa. Davanti ad una simile grazia, Padre Pio sente vivamente la sua indegnità, ma è felice di essere la configurazione di Cristo. I superiori fanno appello a medici famosi per esaminare le stimmate. Questi specialisti constatano la realtà delle ferite. Certi le attribuiscono ad una forza magnetica, altri ad autosuggestione, altri ancora a «rapporti psicofisiopatologici» (sic); ma parecchi riconoscono che la causa delle piaghe esula dalla scienza medica. «Le stimmate, scrive il Cardinale Journet, hanno per scopo quello di ricordarci in modo sconvolgente le sofferenze di Dio martirizzato per noi e la necessità in cui si trova tutta la Chiesa di soffrire e di morire prima di entrare nella gloria... Le stimmate sono una predicazione cruenta, insieme tragica e splendida. Non ci permettono di dimenticare quali siano i veri segni della sincerità dell’amore». All’inizio del mese di maggio del 1919, una bambina guarisce improvvisamente, dopo aver avuto la visione di Padre Pio. Il 28 maggio, un giovane militare, ferito durante la guerra e dichiarato incurabile dai medici, si fa trasportare davanti a Padre Pio che lo benedice: guarisce subito in modo definitivo. Questi due miracoli, riportati dalla stampa, agitano le folle: fin dal giugno del 1919, fra trecento e cinquecento pellegrini o curiosi si recano ogni giorno a San Giovanni Rotondo. Si sparge la voce che Padre Pio legge nelle anime. Infatti, ciò avviene di frequente. La bella e ricchissima Luisa V., recatasi a San Giovanni Rotondo per pura curiosità, si sente, non appena giunta, invasa da un tal dolore per i suoi peccati che scoppia a piangere in piena chiesa. Padre Pio le si avvicina e le dice: «Calmatevi, figlia mia, la misericordia non ha limiti ed il sangue di Cristo lava tutti i crimini del mondo. – Voglio confessarmi, Padre. – Prima riprendetevi. Tornerete domani». Non essendosi più confessata dall’infanzia, la Signora V. passa la notte a ricapitolare i suoi peccati. Il giorno seguente, alla presenza di Padre Pio, è improvvisamente incapace di accusarsi dei peccati. Egli la aiuta a farne la rilevazione, poi aggiunge: «Non vi ricordate altro?» Luisa freme al pensiero di un grave peccato che non osa confessare. Padre Pio aspetta, muovendo silenziosamente le labbra... Finalmente, essa si riprende: «Rimane ancora questo, Padre. – Dio sia lodato! Vi assolvo, figlia mia...»
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