Alla ricerca di Dio
Domande e risposte
fine gruppo fine gruppo
fine gruppo
fine gruppo fine gruppo fine gruppo

Per comunicare,
clicca sotto su info



HOME > 3 Studio della fede > 6 Domande
6 Domande

Questioni spinose

Da sempre la morte solleva dolore e sparge dubbi e incertezze, che sospingono le coscienze di tutti verso l’incredulità.

Asterischi di discussioni a lezione in Università.

***

Vorrei fare una puntualizzazione sul dibattito nato oggi in classe sulla questione della morte.

Secondo me esiste una Chiamata di Dio, nel senso che non importa dove sei, cosa stai facendo, se Lui decide che quello è il tuo momento non puoi far nulla per impedirlo e lo stesso vale al contrario tu potresti rischiare in ogni modo la tua vita che se non è il momento non ti può succere nulla, nei limiti è ovvio perchè la vita è nostra quindi abbiamo la libertà di farne ciò che vogliamo, ma alcune volte credo che esista questa Chiamata.

Vorrei farle una domanda anche se può sembrare sciocca, Dio ha lo scopo di eliminare il dolore dalla vita dell’uomo, Lui stesso ha creato l’uomo,quindi come è nato il dolore? O meglio perchè Dio ha permesso che nascesse?

***

Oggi in classe si è parlato di molte cose, quali l’alleanza e la "ricchezza", che può essere intesa come "investimenti per la propria anima", quali possono essere
dedicarsi al volontariato o semplicemente rendersi disponibili verso il prossimo.
Successivamente, abbiamo affrontato grazie ad un intervento un tema a mio parere molto importante e delicato. Lei ha cercato di spiegarci il significato della "morte", quale "catastrofe": ogni catastrofe è una catastrofe a sè, e non può essere paragonata ad altre.
Sicuramente, la morte di un bambino di due anni è "diversa" da quella di un anziano di 90 anni: ma sono anche d’accordo sul fatto che solamente chi vive in prima persona una catastrofe può comprendere come questa "diversità" in realtà sia molto sottile.

Ma, parlando come una ragazza che si approccia per la prima volta alla teologia vera e propria, tutto ciò mi ha dato uno spunto di riflessione.
Lei in classe ci ha spiegato che Dio non ha risposte (o almeno è ciò che io ho compreso) : ma se Dio non ha risposte, come si può continuare a credere
in lui e ad aver fiducia in lui dopo aver perso una persona cara?
E’ il dolore che ci spinge a corrompere lo splendore della vita? Lo stesso dolore umano dal quale Gesù vuole liberarci e per il quale si sacrifica?
Ma allora perchè Dio ci fa soffrire, e ci porta via determinate persone? (in qualunque modo esse siano andate: per incidente, per un male incurabile..)
Tante domande e nessuna risposta. A volte infatti, il dolore, quando si vive in prima persona, può essere più accecante di qualsiasi cosa,
persino della fiducia che una persona ripone in Dio.

Risponde il Professore

Parto da una ammissione.

Sono convinto che Dio si è fatto "vivo" con l’umanità. Ha parlato. Ha spiegato molti misteri presenti nella vita dell’uomo che vive sulla terra. A suo vantaggio ha prodotto interventi di persona, formidabili. Soprattutto in rapporto proprio al fatto tremendo del morire.
Per rimarcare l’onestà di Dio, il libro della Sapienza [2,4] sostiene che la morte è entrata nel mondo per l’invidia del diavolo. Non è invenzione di Dio. Tanto meno, è una sua punizione, sanzionata per colpire il peccato umano. E’ piuttosto un esito dello stato di colpa nel quale l’uomo nasce e vive. Un esito che Dio rifiuta e, per questo, ha deciso di eliminare. Le Scritture sostengono che Dio ha creato uomo e mondo per la vita e la felicità.
Del resto, se così non fosse, non si spiegherebbe la morte in Croce dello stesso Figlio di Dio.

Dire tutto questo non è, però, ancora affermare che Dio ha detto "tutto" e ha compiuto "tutto". Restano misteri insoluti e problemi di vita ancora aperti. Gli uni e gli altri ci fanno vivere in una condizione esistenziale terrena nella quale ci è richiesto di accordare a Dio fiducia.

Perchè Dio non ha detto "tutto"? Perchè compirà la sua opera di liberazione dal male solo "alla fine" di un tempo che non si sta presentando per nulla come "breve"? Non è stato nè detto nè scritto nei Libri Santi. Quindi queste domande - come molte altre - non possono avere risposta. Tra queste sta senz’altro la questione dell’origine del male in tutti i suoi infiniti aspetti.

Sono tuttavia convinto che Dio è sincero quando afferma di volere risolvere a vantaggio degli uomini della terra il problema del male che, nella morte, trova il suo punto di vertice. Sono inoltre del tutto convinto che, contestualmente, Dio ha indicato a chi intende dargli credito percorsi di vita da percorrere per giungere con sicurezza alla liberazione totale e definitiva dal potere del male.

Fare teologia è, in ultima analisi, approfondire nel modo più razionale possibile le fattispecie di questi percorsi, i valori oggettivi in essi nascosti, i sostegni indispensabili messi da Dio stesso a disposizione di quanti divengono suoi pellegrini, orientati a volerlo un giorno raggiungere per uscire una volta per tutte dal potere del male e da tutti i suoi condizionamenti e le sue persecuzioni. Certo, al fare teologia deve seguire sempre lo sviluppare una forte e lucida spiritualità da discepolo fedele di Gesù.

Ma tutto questo è proprio uno dei valori centrali della fede cristiana. La fede che a lezione si continuerà a investigare, con umiltà ma insieme con forza autentiche.

 
sulla morte di Gesù
Un racconto che fa molto pensare
Lo troverai qui............... CLICCA QUI
 


PGM Technology
progetto realizzato con "Pi.gia.ma" il Web Content Manager di PGM Technology