Karl Rahner ripeteva sovente che la vitalità dell’intera teologia poggia fondamentalmente sull’innestare il virgulto della conoscenza umana delle grandi verità della fede sulla vite della stessa vita di Dio.
Evidente quanto innegabile è la necessità di tenere saldamente unite conoscenza e pratica. Questo primo impegno ne genera un secondo: tenere saldamente unite etica e mistica, perché l’agire umano si sviluppi a partire da quello divino finalmente percepito, amato, vissuto e goduto.
Alla pratica delle devozioni cristiane si applica perfettamente quanto troviamo scritto nel Prologo di un famosissimo scritto inglese del sec. XIV, "La nube della non-conoscenza":
Chiunque tu sia a essere venuto in possesso di questo libro ti prego di leggerlo o di farne menzione solo a chi è veramente intenzionato a seguire Cristo in maniera totale e perfetta. E a seguirlo non solo nella vita attiva ma fino al punto massimo della vita contemplativa. |